ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE
“Villaggio dei Ragazzi”
MADDALONI(CE)
 
 
 
PIANO DI LAVORO

Anno Scolastico 2005/2006

 

 

 

Materia: Sistemi

Classe: IV  

Sezione: B

Indirizzo: Informatica

Docente: Antonio Santoro

 

 

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OBIETTIVI   FORMATIVI   DELLA   DISCIPLINA – IL PROGETTO ABACUS

PARTE PRIMA - CARATTERISTICHE E STRUTTURA DEL PROGETTO

 

 1. Motivazioni e  finalitā

 

Nonostante che i programmi dell'indirizzo per l'informatica negli iti siano quelli pių recentemente stabiliti per decreto (d.p.r. 31/7/1981 n.725), vi sono almeno tre motivi per procedere ad una loro revisione.

 

a) Nel periodo trascorso si č verificata una sensibile evoluzione nelle scienze e nelle tecnologie dell'informazione.Linguaggi e metodi di programmazione che al momento della formulazione dei programmi precedenti non erano ancora emersi oppure erano noti solo a pochi specialisti, si sono diffusi e sono diventati bagaglio professionale comune di una vasta categoria di tecnici.

Le architetture dei sistemi di elaborazione si sono notevolmente evolute e si intravedono cambiamenti profondi dei principi stessi sui quali si sono fin ora basate.Si sono diffuse sia le reti locali sia le reti geografiche facendo assumere grande risalto ai problemi di trasmissione dei dati e di condivisione delle risorse fra pių utenti.

Si č arricchita enormemente la gamma delle applicazioni e dei relativi strumenti software.

 

b) Il panorama delle professioni si č arricchito sia a causa dell'evoluzione tecnologica,sia a causa della diffusione dei sistemi di elaborazione in molti nuovi ambienti.

La produzione di software di base ed applicativo č diventata un'attivitā rilevante,tanto in imprese specializzate quanto in reparti speciali all'interno di molte societā e le sue metodiche stanno perdendo il carattere "ingenuo" basato su regole puramente empiriche e diventano pių sistematiche e formalizzate.

Nonostante la diffusione dei personal computer e di software "amichevoli",quando i problemi da risolvere sono complessi anche l'impiego di risorse standard e la loro gestione richiedono competenze notevoli. E' per questo che č nata tutta una gamma di nuove professioni di "interfaccia" fra risorse informatiche ed utenti.

Esse, anche se non prevedono la capacitā di sviluppare software, richiedono una conoscenza profonda delle tecnologie informatiche, e la capacitā di valutarle, dimensionarle e gestirle.

 

c) Negli anni '80 l'Istruzione Tecnica ha conosciuto un vasto processo di innovazione che ha coinvolto tutti gli indirizzi. Uno dei tratti caratteristici di tale innovazione č stata l'adozione di strumenti informatici in tutte le specializzazioni insieme ad una diffusione pių o meno accentuata di conoscenze ed abilitā informatiche nei diversi curricoli.Il progetto AMBRA, in particolare, ha introdotto nuovi curricoli nel settore dei sistemi elettronici per l'automazione e per le telecomunicazioni. In essi sono stati assunti alcuni degli obiettivi e dei contenuti che in precedenza erano esclusivi dell'attuale indirizzo per l'informatica, come ad esempio la capacitā di progettare sistemi automatici con dispositivi programmabili e di utilizzare linguaggi di programmazione di basso ed alto livello.

Esiste il rischio concreto, dunque, che l'indirizzo informatico, se non fornisce competenze e conoscenze pių caratterizzate e capaci di differenziare un tecnico informatico da un qualsiasi utente evoluto, non trovi pių, in futuro, le ragioni della propria esistenza.

La finalitā del progetto ABACUS č quella di iniziare un processo di innovazione che dia risposta a questi problemi: la proposta di revisione curricolare contenuta in questo fascicolo č una base di partenza per tale processo.

A partire da questa base si dovranno attivare sperimentazioni che consentano di valutare le scelte fatte e di praticare le necessarie correzioni.

La gestione di un processo innovativo complesso richiede un insieme di azioni coordinate di promozione, confronto, aggiornamento dei docenti, misurazione dei risultati, che sono oramai diventate prassi comune nelle sperimentazioni dell'Istruzione Tecnica. Per alcune di queste azioni, d'altra parte, le modalitā tradizionali sono sempre meno praticabili perché troppo gravose in termini organizzativi o finanziari ed occorre trovare nuove strade. La diffusione di conoscenze e di competenze professionali fra gli insegnanti, ad esempio, non č pių affidabile ai tradizionali corsi di aggiornamento quando il numero delle persone da aggiornare diventa alto, le loro esigenze sono molto differenziate e l'oggetto dell'aggiornamento č fortemente variabile. Occorre allora attivare nuove procedure, in parte giā utilizzate in altri progetti, basate su momenti di confronto e sulla circolazione a distanza di materiali, idee, proposte e modelli didattici.

Tali procedure, che sono uno strumento necessario, vanno esse stesse sperimentate e tale sperimentazione diventa uno dei fini del progetto.

 

2. Profilo professionale del Perito Industriale per l'Informatica

 

Il Perito Industriale per l'Informatica trova la sua collocazione sia nelle imprese specializzate nella produzione di software sia in tutte le situazioni in cui la produzione e la gestione del software, il dimensionamento e l'esercizio di sistemi di elaborazione dati siano attivitā rilevanti indipendentemente dal tipo di applicazione.

In esse puō essere impiegato in una vasta gamma di mansioni che, oltre ad una buona preparazione specifica, richiedano capacitā di inserirsi nel lavoro di gruppo, di assumersi compiti e di svolgerli in autonomia anche affrontando situazioni nuove, di accettare gli standard di relazione e di comunicazione richiesti dall'organizzazione in cui opera, di adattarsi alle innovazioni tecnologiche ed organizzative.

In tali ambiti il Perito Informatico potrā:

 

a) collaborare all'analisi di sistemi di vario genere ed alla progettazione dei programmi applicativi;

 

b) collaborare, per quanto riguarda lo sviluppo del software, alla progettazione di sistemi industriali e di telecomunicazione;

 

c) sviluppare piccoli pacchetti di software nell'ambito di applicazioni di vario genere, come sistemi di automazione e di acquisizione dati, banche dati, calcolo tecnico-scientifico, sistemi gestionali;

 

d) progettare piccoli sistemi di elaborazione dati, anche in rete locale, inclusa la scelta ed il dimensionamento di interfaccia verso apparati esterni;

 

e) pianificare lo sviluppo delle risorse informatiche in piccole realtā produttive e dimensionare piccoli sistemi di elaborazione dati;

 

f) curare l'esercizio di sistemi di elaborazione dati;

 

g) assistere gli utenti dei sistemi di elaborazione dati fornendo loro consulenza e formazione di base sul software e sull'hardware.

 

3. Struttura e contenuti del curricolo

 

3.1 Le discipline

 

La struttura generale del nuovo curricolo, per quanto riguarda il numero e la consistenza delle discipline non č molto diversa da quella attualmente in ordinamento Ciō significa che sono state confermate alcune scelte fatte a suo tempo:

- divisione dell'orario in un numero limitato di discipline tecnologiche, ciascuna delle quali ha un numero di ore abbastanza ampio da poter sviluppare una varietā di temi;

- eliminazione della distinzione fra discipline teoriche e discipline pratiche: ogni disciplina, incluse la matematica e la statistica, si realizza mediante uno stretto rapporto fra teoria e pratica. E' invece piuttosto profonda la revisione dei contenuti e degli obiettivi delle discipline e la loro distribuzione fra di esse. In molti casi si č trattato semplicemente di prendere atto delle difficoltā di svolgimento dei programmi attuali, come sono emerse da un'indagine sul campo, e di qualche incongruitā. Tutte le discipline sono state aggiornate alla luce delle pių recenti innovazioni in ambito didattico e tecnologico. Il cambiamento fondamentale consiste nella diversa funzione della disciplina Sistemi. Ad essa veniva data, nei programmi attuali, una funzione speciale, di "interfaccia" fra le tecnologie e la realtā, con una particolare rilevanza alla modellizzazione dei processi ed alle applicazioni, mentre le si richiedeva un notevole eclettismo per quanto riguarda l'aspetto tecnologico. Il riferimento costante alle applicazioni e la modellizzazione come approccio ai problemi rimangono al centro del nuovo progetto, ma si debbono estendere a tutte le discipline, senza fare solo di Sistemi una "disciplina del metodo". Sistemi,inoltre, trova una pių precisa e meno eclettica caratterizzazione tecnologica.

Vediamo ora, per le singole discipline, quali sono le principali varianti.

 

Matematica

 

Il programma vigente aveva giā anticipato, a suo tempo, molte delle innovazioni successivamente introdotte negli altri indirizzi. I cambiamenti consistono in una diversa presentazione, con la divisione per temi quale č oramai adottata, in modo costante, in tutte le sperimentazioni a partire dal Piano Nazionale per l'Informatica, in una diversa distribuzione di alcuni argomenti e in un ridimensionamento del tema relativo ai linguaggi formali. Uno dei punti su cui ci si aspettano seri miglioramenti č l'uso del laboratorio: la scrittura di programmi puō essere un'attivitā utile quando concorra concretamente alla migliore comprensione dei concetti matematici o quando sia uno strumento applicativo pertinente, semplice o naturale. Occorre rivolgere molta attenzione ai numerosi ambienti software che si sono diffusi negli ultimi anni e che consentono di padroneggiare efficacemente il calcolo automatico anche senza programmare con linguaggi di uso generale.

 

Calcolo delle probabilitā, statistica e ricerca operativa

 

I contenuti sono sostanzialmente confermati, ma presentati in modo pių razionale. Per quanto riguarda l'uso del laboratorio si possono fare considerazioni analoghe a quelle giā fatte per la matematica. Occorre aggiungere, perō, che in molti casi oggi l'insegnamento della statistica rimane staccato dalle altre discipline: se si darā ad essa un forte orientamento alla soluzione di problemi ed una migliore integrazione con il laboratorio, potrā amalgamarsi meglio con il resto del curricolo e contribuire pių significativamente all'arricchimento del profilo professionale.

 

Informatica

 

Uno dei problemi dell'insegnamento dell'informatica č, da sempre, quello di tenere conto della varietā dei linguaggi. La soluzione di questo problema č stata fino a questo momento abbastanza agevole ed č consistita nello scegliere un linguaggio sufficientemente avanzato da rappresentare bene i fondamentali costrutti linguistici e i paradigmi di programmazione. Questi ultimi erano riducibili poi a quelli della programmazione imperativa, almeno per quanto riguardava la grande maggioranza delle applicazioni comuni. Il problema č oggi reso pių complicato dalla diffusione in tali applicazioni non solo di nuovi linguaggi, ma soprattutto di nuovi paradigmi della programmazione: accanto a quello imperativo si sono diffusi quelli rivolti agli oggetti, logici e funzionali. Il nuovo programma affronta il problema della varietā dei paradigmi prospettando un percorso attraverso di essi, tale da garantire che gli studenti acquisiscano la necessaria apertura verso una varietā di strumenti. Questo arricchimento tecnico e scientifico, perō, non deve indurre ad una trattazione enciclopedica, né, tanto meno, a metodi didattici totalmente "versativi": l'informatica rimane una disciplina orientata all'analisi ed alla soluzione di problemi, ed č a partire da essi che si deve sviluppare il percorso concettuale attraverso le diverse discipline di programmazione. Inoltre il riferimento a specifici linguaggi č volutamente evitato nei nuovi programmi, come giā negli attuali, perché sia chiaro che l'organizzazione dei contenuti non deve avvenire intorno alla sintassi di uno specifico linguaggio, ma intorno ai paradigmi e che la scelta dei linguaggi, affidata alle singole scuole, deve obbedire a criteri di coerenza con le scelte concettuali, oltre che all'esigenza di semplificare al massimo il lavoro degli studenti. La maggiore complessitā del programma di informatica č compensata dalla nuova configurazione di Sistemi. Questa disciplina, come vedremo fra breve, si occuperā in modo sistematico della architettura e della programmazione dei sistemi di elaborazione a "basso" livello, lasciando ad Informatica lo studio ad "alto" livello. Occorre anche, in sede di programmazione didattica, coordinare attentamente lo sviluppo delle due discipline specialmente per i temi di maggiore contatto, come i sistemi operativi.

 

Sistemi

 

Questa disciplina ha nel curricolo un posto centrale dal punto di vista sia della formazione generale sia di quella tecnologica. Sul versante tecnologico il programma vigente di Sistemi privilegiava le applicazioni dell'automazione e della strumentazione, soprattutto dal punto di vista dei dispositivi programmabili. L'intenzione era perō quella di dare una visione completa dei metodi dell'automazione, includendo i temi dei sistemi di controllo analogici e la simulazione. La costruzione di modelli di processi di ogni genere, d'altra parte, non era vista semplicemente come funzionale ai problemi dell'automazione, ma doveva costituire un metodo del tutto generale, applicabile ai contesti pių diversi, con una preferenza per quelli basati sulla fisica. Questo doveva dare a Sistemi la valenza di una disciplina scientifica, anche se di impostazione diversa da quella delle scienze sperimentali tradizionali. La realizzazione di questi obiettivi si č sempre rivelata difficile tanto che, come ha mostrato l'indagine che ha preceduto la formulazione della proposta qui presentata, i curricoli effettivamente realizzati sono spesso confusi ed incoerenti. Sul piano tecnologico, fermo rimanendo l'interesse per l'automazione come una delle applicazioni pių importanti, appare eccessiva la pretesa di farne una trattazione generale, recuperando anche i metodi e gli strumenti della teoria generale dei sistemi e quelli dei controlli analogici. Di fatto, in molti casi, la disciplina funziona come un contenitore nel quale si collocano di volta in volta temi diversi, con una certa preferenza per quelli della tecnologia e delle applicazioni informatiche, ma senza un disegno preciso, essenzialmente come "supporto" e "completamento" di Informatica. In alcuni casi, invece, si verifica una tendenza autonoma delle scuole ad intraprendere nuove strade, come l'apertura verso la telematica. Sul piano metodologico, poi, il lavorare per modelli non sempre č interpretato, in modo corretto, come uno stile cognitivo nel quale coinvolgere realmente gli studenti. Non č solo per sfuggire a queste difficoltā, ma anche per dare una risposta alle nuove finalitā, che si propone un diverso profilo della disciplina basato su alcune scelte fondamentali:

- I contenuti si spostano pių decisamente verso i sistemi di elaborazione e comunicazioni dell'informazione; per la precisione Sistemi dovrebbe diventare la disciplina delle architetture di tali sistemi ovvero della loro trattazione a "basso" livello. Si ha inoltre un allargamento di campo passando dai calcolatori in quanto tali alle reti ed alla telematica in generale.

- Le applicazioni, e fra queste l'automazione ed il controllo della strumentazione, rimangono lo sfondo costante al quale riferire la trattazione dei temi specifici, anche se non se ne prevede una trattazione sistematica.

- Ragionare per modelli ed interpretare attraverso di essi la realtā rimane un obiettivo fondamentale, ma non č un'esclusiva di Sistemi, dovendo diventare un modo di essere di tutte le discipline.

 

Elettronica e telecomunicazioni

 

La nuova versione del programma di elettronica conferma e sviluppa alcune delle scelte di contenuto fatte a suo tempo ed oramai consolidate, come la trattazione approfondita dei sistemi digitali e programmabili, la limitata rilevanza degli aspetti circuitali a vantaggio dei componenti integrati, che implicava una impostazione funzionale e sistemica. Questo ultimo aspetto, anzi, č stato ancora accentuato rendendo pių organico l'uso di sottosistemi con funzioni complesse.

Una novitā rilevante č costituita dall'introduzione organica, anche nel nome, di temi relativi alla trasmissione delle informazioni, che consentirā di completare anche a livello fisico l'allargamento del curricolo verso la telematica.

 

3.2 L'area elettiva e di progetto

Uno dei problemi da risolvere č quello della varietā, non solo dei linguaggi, per la quale si č giā detto in Informatica come conviene procedere, ma soprattutto delle tecniche e delle applicazioni. Non č ovviamente possibile includere nei programmi neanche una seria panoramica delle varianti tecniche e delle applicazioni dell'informatica e tuttavia č giusto consentire che ogni singola scuola (ma possibilmente non, come vedremo, ogni singolo insegnante), possa ampliare lo studio verso aspetti specifici che si prestino ad aperture professionali e culturali interessanti.Un secondo problema č quello che deriva dalla necessitā-opportunitā di adottare in modo organico il metodo dei progetti. Lo sviluppo di progetti da parte di classi e di gruppi di studenti č sempre anche un allargamento tematico che deve essere in qualche modo assistito. Vi sono altre varianti metodologiche che possono essere adottate dalle scuole e che non possono essere comprese nel normale svolgimento del programma di una singola disciplina. Fra queste meritano di essere segnalate le esperienze scuola-lavoro , nelle loro innumerevoli varianti.Non č opportuno che gli studenti vengano impegnati in pių dl un progetto o esperienza di un certo impegno e quindi queste attivitā debbono necessariamente cadere nell'ambito del coordinamento fra discipline.La soluzione che si propone per questo problema č quella della organizzazione di un'area elettiva e di progetto nel curricolo. Alla quale si possono dare diversi gradi di formalismo. Si sarebbe potuto fissare a priori nel quadro orario lo spazio dell'area elettiva e di progetto, assegnandole alcune ore tolte alle discipline. Questa soluzione, certamente pių chiara, ha perō due controindicazioni: a) uno spazio orario rigido puō contrastare con la necessitā di calibrare i tempi sul tipo di esperienza che si vuole fare; b) esso diventerebbe formalmente una "materia" per la quale si porrebbero problemi di attribuzione di incarico a specifici insegnanti. Tale attribuzione potrebbe avvenire o all'inizio dell'anno, assegnando l'area elettiva una volta per tutte ad una classe di concorso, ma questo introdurrebbe un ulteriore elemento di rigiditā, oppure di volta in volta durante l'anno, innescando perō il meccanismo incerto delle ore di lavoro aggiuntive. Per queste ragioni sembra preferibile lasciare alle scuole la definizione dell'area elettiva e di progetto nell'ambito del coordinamento didattico, stabilendo non solo i temi e le attivitā, ma anche in quale periodo dell'anno esse si svolgeranno, quali discipline vi saranno implicate e con quale frazione del loro orario settimanale. Tale definizione deve avere comunque, all'interno della scuola, un alto grado di formalismo, concretizzandosi in documenti ufficiali sia preliminari (programmazione) sia finali (consuntivo e valutazione). Lo schema-base di definizione dell'area elettiva e di progetto dovrebbe essere quello illustrato nella relativa sezione della seconda parte. 

 

4. Organizzazione, metodi e mezzi

 

4.1 Indicazioni metodologiche generali quale sceglie in modo coerente i contenuti, i metodi ed il loro rapporto. I programmi delle discipline offrono ampie e dettagliate indicazioni in questo senso, ma giova metterne qui in evidenza alcune che hanno particolare rilevanza e validitā generale. Una tecnica di programmazione didattica oramai acquisita č quella della articolazione del programma in unitā ciascuna delle quali sia caratterizzata da una precisa definizione degli obiettivi e dei contenuti. Il livello di formalismo nella programmazione delle unitā puō essere pių o meno alto, ma si fa notare che una chiara definizione, soprattutto degli obiettivi, costituisce uno strumento utile in tutte le fasi di attuazione del programma e rende trasparente il lavoro dei docenti.

 

La scelta del metodo di lavoro puō essere fatta sulla base di teorie didattico-pedagogiche, ma qui ci si limita a richiamare ad un semplice criterio di coerenza fra profilo professionale, obiettivi didattici e metodi.

 

A questo scopo č bene riassumere alcune caratteristiche generali della didattica che č necessario adottare:

 

a) Il profilo professionale e gli obiettivi delle discipline prevedono l'acquisizione di una sicura padronanza di strumenti da parte dello studente e quindi č ragionevole che una parte consistente del curricolo abbia una struttura sequenziale.

 

b) L'organizzazione concettuale di contenuti e la loro sequenza deve essere tale da fornire agli studenti categorie abbastanza generali da dominare la varietā delle tecnologie. Ciō significa, ad esempio, privilegiare l'uso dell'astrazione funzionale, non solo in Informatica, dove questo approccio fa formalmente parte della disciplina, ma anche, come stile cognitivo, nelle altre.

 

c) La struttura interna delle sequenze didattiche deve prevedere un'adeguata e sistematica combinazione di una varietā di situazioni ed approcci cognitivi, coerenti con gli obiettivi didattici. La semplice sequenza spiegazione-assegnazione di compiti di studio o di esercizi puramente applicativi-interrogazione, ad esempio, puō essere funzionale ad una acquisizione di conoscenze ed alla loro comprensione, ma non consente di raggiungere obiettivi cognitivi di livello pių alto.

 

d) Il profilo professionale prevede l'acquisizione della capacitā di affrontare problemi nuovi ed imprevisti e di confrontarsi con le novitā concettuali. Quindi le sequenze didattiche dovranno comprendere modalitā che non richiedano allo studente solo l'adeguamento a modelli di prestazione prestabiliti e l'applicazione di concetti e procedure giā spiegati. Ciō significa adottare, ad esempio, tecniche di:

 

- problem solving che mettono gli studenti di fronte a situazioni aperte e che richiedono l'uso di ragionamento euristico,

 

- la scoperta guidata che rovescia la sequenza "tradizionale" e fa passare lo studente da una situazione problematico-esplorativa alla scoperta di un concetto o principio.

 

e) Il profilo ipotizza anche capacitā di analisi e di progetto, oltre ad una serie di tratti quali l'autonomia nell'assolvere compiti, e la capacitā di rapportarsi in modo adeguato a situazioni organizzate.

 

Per rispondere a questa esigenza č quanto meno necessario che allo studente siano assegnati compiti (a casa o in classe) di una certa complessitā ed apertura, che richiedono un consistente momento di orientamento e di analisi. Si noti, fra l'altro, che questo č il tipo di prestazione normalmente richiesta dalla seconda prova scritta degli esami di maturitā.

Il metodo dei progetti č la risposta pių adeguata al problema, sia dal punto di vista cognitivo, perché mette gli studenti in situazioni aperte, sia dal punto di vista comportamentale perché implica una collaborazione in gruppo, la stipulazione di un "contratto" fra studenti e con l'insegnante ed opportune procedure di comunicazione e documentazione.

Puō essere utile distinguere due tipi di progetti:

 

- piccoli progetti, che impegnano un ambito limitato di conoscenze e di risorse ed un tempo breve (alcune ore), che possono essere assegnati all'interno delle singole discipline, come una delle modalitā di lavoro da usare di tanto in tanto.

 

- progetti veri e propri che possono impegnare gli studenti per un lungo periodo (almeno un quadrimestre) e richiedono normalmente il contributo di pių discipline. Secondo la proposta di questo fascicolo i progetti veri e propri dovrebbero essere inclusi nella programmazione dell'area elettiva e di progetto.

 

f) Le attivitā pratiche e di laboratorio debbono essere fortemente integrate con le attivitā in aula. Esse possono essere utilizzate nell'ambito di tutte le modalitā didattiche sopra prospettate: l'applicazione, la scoperta, il progetto. Ma esse hanno anche propri obiettivi specifici, come l'apprendimento dell'uso di strumenti e linguaggi, l'accuratezza nell'assolvere compiti e tutte le abilitā connesse alla realizzazione di progetti.

 

4.2 Verifica e valutazione

 

L'adozione di procedure e mezzi rigorosi di misurazione dei risultati dell'apprendimento, e quindi di verifica delle ipotesi, costituisce un mezzo indispensabile per la valutazione del processo didattico attivato. Tale valutazione, sempre necessaria, č specialmente doverosa nel caso di una sperimentazione.

A proposito delle funzioni della misurazione dei risultati si ricorda la diversa funzione della valutazione formativa, rivolta alla rilevazione continua di dati sul processo di apprendimento, necessari per guidarlo e correggerlo, e di quella sommativa, rivolta alla misurazione dell'apprendimento al termine di un frammento significativo del processo (una o pių unitā didattiche). La valutazione sommativa diventa anche strumento per esprimere in modo formale giudizi sugli studenti e per attribuire loro i voti. Per quanto riguarda gli strumenti č opportuno ricorrere all'uso di pių tipi, da scegliere a seconda del momento e del genere di obiettivo didattico da verificare. Sommariamente si possono elencare:

 

- i test oggettivi, particolarmente adatti per la misurazione rapida e simultanea di apprendimenti relativi ad obiettivi di livello cognitivo medio basso (conoscenza, comprensione),

 

- i questionari e le serie di esercizi a risposta aperta per obiettivi dello stesso tipo e per le abilitā di applicazione,

 

- i problemi adatti alla rilevazione delle capacitā di analisi, sintesi e valutazione,

 

- il colloquio, strumento indispensabile per rilevare la capacitā di orientarsi, di argomentare e di affrontare situazioni problematiche.

 

Un criterio di economia consiglia di usare ogni strumento di verifica per lo scopo pių adatto, evitando di sprecare, ad esempio, forme importanti e costose in termini di tempo per la semplice verifica di conoscenze. Una funzione importante della misurazione, specialmente in una sperimentazione, č quella di socializzare e rendere trasparenti i risultati all'interno della scuola, per una valutazione complessiva. Si consiglia quindi di usare periodicamente (ad esempio al termine di un quadrimestre), in tutte le classi parallele, prove concordate fra gli insegnanti della stessa disciplina.

 

4.3 Coordinamento didattico

 

Il raggiungimento di tutti gli obiettivi del progetto implica un reale coordinamento del lavoro degli insegnanti, che non si limiti ad alcuni accordi di massima, ma che comporti concrete scelte comuni e collaborazione effettiva. In particolare:

 

a) in sede di programmazione didattica annuale č necessario concordare una scelta coerente di obiettivi per le varie discipline e coordinare i loro piani didattici; sempre in tale sede č necessario definire il pių accuratamente possibile l'organizzazione delle attivitā comuni, concordando la scelta o la produzione dei mezzi necessari, come gli strumenti di verifica, i materiali per i progetti. Si richiama in particolare l'importanza del lavoro relativo all'area elettiva e di progetto. La programmazione deve essere fatta il pių presto possibile, per alcuni aspetti, almeno per grandi linee, nell'anno precedente quello al quale si riferisce. E' bene che almeno le decisioni fondamentali e possibilmente i principali strumenti di lavoro, siano formalizzati in documenti scritti, in modo che il coordinamento si consolidi e non sia solo affidato alla tradizione orale.

Il lavoro di programmazione dovrā coinvolgere:

 

- il consiglio di classe, per quanto riguarda il piano di lavoro di una specifica classe ed il coordinamento di discipline,

 

- il gruppo degli insegnanti della stessa disciplina o di discipline affini, per la pianificazione delle risorse, per il mantenimento di linee comuni alle varie classi, per la produzione di materiali di comune interesse.

 

b) durante l'anno scolastico č necessaria una programmazione didattica di dettaglio ed una frequente verifica dei risultati.

 

SISTEMI DI ELABORAZIONE E TRASMISSIONE DELL'INFORMAZIONE

 

 

 

FINALITA'

Nel curricolo di studi del Perito Industriale per l'Informatica l'insegnamento di Sistemi di Elaborazione e Trasmissione dell'Informazione comprende due distinte aree di interesse. La prima, a carattere pių tecnologico, č l 'area dei sistemi per l'elaborazione (calcolatori) e la trasmissione (reti) delle informazioni, conosciuti soprattutto dal punto di vista dell'architettura, cioč al livello di confine tra le competenze dell'elettronica e quelle della programmazione evoluta. La finalitā dell'insegnamento č, per questo aspetto, quella di contribuire alla formazione di un adeguato bagaglio di precise conoscenze tecniche e di capacitā operative per il futuro perito. La seconda area di interesse č quella delle applicazioni cioč della conoscenza dei sistemi nei settori dell'industria e dei servizi, interessati dalla progressiva introduzione di strumenti informatici. In rapporto a quest'area, la finalitā dell'insegnamento č di tipo pių metodologico perché deve fornire anche generali capacitā di analisi dei sistemi, di comprensione dei processi economici oltre che strategie specifiche di risoluzione dei problemi.Questo secondo aspetto si puō sviluppare concretamente in un crescente rapporto con la realtā delle produzioni e/o delle applicazioni informatiche presenti a livello locale e, pertanto, trova la sua naturale collocazione sopratutto nelle scelte dell'Area Elettiva e di Progetto, al quarto e quinto anno. La materia di insegnamento ha dunque due fronti di indagine: quello "interno", dei sistemi informatici e quello "esterno", dei sistemi informatizzabili; rispetto ad entrambi č fondamentale cercare di enfatizzare quanto pių possibile principi, modellizzazioni e metodologie di analisi e progetto che siano unificanti rispetto alla varia natura di impianti e processi. Per quanto detto all'inizio diventa necessario un coordinamento con gli insegnamenti di Informatica ed Elettronica e Telecomunicazioni per arrivare ad un comune piano di lavoro che consenta di evitare inutili duplicazioni di argomenti disomogeneitā nelle metodologie e carente integrazione tra le diverse competenze specifiche. In questo contesto, compito precipuo di Sistemi di Elaborazione e Trasmissione dell'lnformaziorie č lo studio delle architetture che si evidenziano, ai vari livelli, connettendo i blocchi funzionali studiati nella materia di Elettronica e Telecomunicazioni definendo il software di base, utilizzando i vari paradigmi di programmazione dell'Informatica, per rappresentare le soluzioni dei pių svariati problemi di automazione (elaborazione e trasmissione dell'informazione). Dal punto di vista metodologico, infine, č fondamentale un rapporto organico tra didattica in aula e attivitā di laboratorio, sia per il taglio pių progettuale che la materia assume nell'ambito di quelle dell'area di indirizzo, sia perché, trattandosi di.un insegnamento tecnologico, le č proprio il procedere, nell'accumulazione di conoscenze, attraverso processi di invenzione e di risoluzione di problemi.

 

OBIETTIVI GENERALI

Conoscere con un buon dettaglio l 'implementazione fisica di diversi tipi di calcolatore e saperne dare una corretta descrizione astratta. Programmare sistemi a microprocessore con bus e interfacce standard. Riconoscere, analizzare e classificare le diverse architetture di un calcolatore. Conoscere i risultati e le linee di tendenza nel campo delle nuove architetture degli elaboratori. Conoscere i concetti di base relativi all 'evoluzione e alla struttura dei sistemi operativi. Conoscere i principali tipi di interfacce e di protocolli per il collegamento in rete e saper progettare e realizzare semplici moduli di comunicazione. Installare, personalizzare e condurre la manutenzione di piccoli sistemi di elaborazione distribuiti. Assolvere con responsabilitā ed autonomia compiti parziali nella gestione di grandi sistemi. Sviluppare dal punto di vista sistemico piccoli progetti di automazione studiandone l'architettura di elaboratore e/o di rete e adattando il software alle esigenze di prestazioni in tempo reale. Valutare i costi di piccoli impianti informatici ed i tempi di sviluppo di una installazione o di un prodotto e saper stendere e controllare un piano di lavoro.

 

CLASSE QUARTA Ore 6(3)

 

OBIETTIVI

Conoscere in modo approfondito una CPU. Conoscere i pių diffusi bus e avere un'informazione sulle funzioni di alcune schede di espansione e d'interfaccia e relative compatibilitā e standardizzazioni. Valutare comparativamente le architetture di diversi sistemi d'elaborazione. Conoscere i concetti di base su evoluzione e struttura dei sistemi operativi. Saper applicare principi e modelli della programmazione concorrente (ad esempio: procedurale, a scambio di messaggi, a chiamata di procedure remote, ecc.). Conoscere i livelli piu bassi di un sistema operativo: sincronizzazione di processi elementari, gestione delle interruzioni hardware e software. Utilizzare le risorse di base (software e firmware) di un sistema operativo per lo sviluppo di semplici applicazioni. Utilizzare un linguaggio di programmazione che consenta un buon livello di astrazione nella definizione dei processi e la visibilitā dell'hardware.

 

CONTENUTI

Microprocessori Supporto delle architetture al Sistema Operativo: elaborazione di interrupt, gestione e protezione della memoria. Concorrenza nei sistemi di elaborazione: modello "pipelined", prefetching, memorie cache, coprocessori. - Confronti tra architetture di diverse CPU, set di istruzioni, modi di funzionamento e bus standard. Principi e strumenti per testare le prestazioni degli elaboratori.Programmazione Introduzione ad un linguaggio di sistema adatto a capire e sviluppare piccoli moduli di software di base a diversi livelli di astrazione. Cenni ai linguaggi per la programmazione concorrente. Sistemi Operativi Il sistema operativo nella gerarchia dei livelli di un sistema di elaborazione. Risorse, processi, processori, parallelismo reale e virtuale, cooperazione/competizione, sincronizzazione. Gestione delle eccezioni hardware e software. Nucleo, schedulazione a basso livello e stati di un processo. Sincronizzazione mediante semafori. Problemi classici elementari di programmazione concorrente. Problema dello stallo e soluzioni tipiche. Elaborazioni in tempo reale: primitive ed applicazioni. Rappresentazione e gestione fisica di file e indirizzari sul disco. Tecniche elementari di gestione della memoria. Rilocabilitā e rientranza dei programmi.

 

LABORATORIO

Studio del funzionamento di una CPU attraverso il debugging, la simulazione o l'uso di un software didattico. Progettazione dell'architettura di semplici sistemi di controllo e/o comunicazione basati su di un bus standard, utilizzando le schede di interfaccia realizzate in Elettronica o i prodotti disponibili sul mercato. Realizzazione di routine di servizio ad interruzioni; scrittura di driver per le diverse interfacce collegate al bus. Utilizzazione delle chiamate al sistema operativo. Avvio ad un uso ragionato della documentazione disponibile sul software di base (manuali tecnici di riferimento, guide per il programmatore) e alla produzione di una documentazione standard dei progetti sviluppati e del software prodotto. Utilizzo del linguaggio di comando per il controllo dei lavori. Realizzazione di semplici programmi nel linguaggio evoluto prescelto. Risoluzione di semplici problemi di sincronizzazione tra processi. Realizzazione e simulazione di singole funzioni del sistema operativo. Sviluppo di una applicazione in tempo reale.

 

INDICAZIONI METODOLOGICHE

Il tema Microprocessori richiede di tenere presenti in parallelo due linee di studio: quella delle architetture delle CPU (strutture a grossi blocchi, modi di funzionamento, incremento delle prestazioni in rapporto alle funzioni del sistema operativo) e quella delle architetture dei sistemi costruiti intorno ad esse (bus, interfacce, espansioni, ecc.) sia per supportarne pių efficacemente i modi operativi, che per adeguarsi meglio alla configurazione e alle esigenze del mondo esterno e delle applicazioni. Il primo sottotema prosegue e allarga un campo di interessi che fin dal terzo anno si individua come proprio di Sistemi, mentre il secondo sottotema va sviluppato in collaborazione con Elettronica, che tratta, dal punto di vista delle linee e dei segnali, il problema della realizzazione e sincronizzazione di un sistema basato su di un bus. Sempre nell'ottica di consentire agli allievi il massimo recupero degli sforzi giā fatti, si potrebbe rimanere, almeno all'inizio, nell'ambito della stessa famiglia di processori di cui si č giā studiato un componente in terza, per poi arrivare in un secondo tempo alle necessarie valutazioni comparative tra famiglie di processori. In questo capitolo l'interesse per l'analisi delle prestazioni dei sistemi informatici si riaggancia all'obiettivo trasversale di far acquisire conoscenze ed atteggiamenti adeguati alla risoluzione di problemi di natura non solo squisitamente tecnica, ma pure organizzativa ed economica. Per il tema Programmazione possono valere le stesse indicazioni metodologiche date in terza per l'insegnamento dell'assembly: esso va svolto in parallelo con il tema Sistemi Operativi, quindi si puō iniziare con esempi tratti dai problemi di comunicazione e sincronizzazione, usando poche istruzioni fondamentali per approfondirle in seguito secondo le necessitā. Circa il tema Sistemi Operativi occorre tener presente che, pur dovendo garantire alla trattazione una certa sistematicitā, sopratutto per l'aspetto organizzativo che il tema assume, se proiettato verso i medi e grandi sistemi alla cui gestione i periti dovrebbero saper partecipare, d'altra parte lo studio dei sistemi operativi non deve comunque limitarsi ad un apprendimento mnemonico di definizioni e di principi. E' necessario che l'acquisizione dei concetti fondamentali sia confortata da una loro verifica e da un loro confronto con un sistema operativo avanzato in uso nella scuola. A questo proposito si rammenta che anche un utile anticipo della trattazione dei primi tre livelli (fisico, data-link e di rete) del tema Reti di quinta potrebbe fornire una valida alternativa per trattare problematiche di concorrenza, sincronizzazione e comunicazione tra processi. Inoltre, nel quarto anno, si apre l'area elettiva e di progetto per cui casi di processi in tempo reale potrebbero essere affrontati e approfonditi, per esempio, in un'applicazione dell'elaboratore nella regolazione e nel monitoraggio di impianti, se la realtā produttiva locale privilegia il settore dell'automazione.

ALTRI ELEMENTI DI RIFERIMENTO ESTRATTO POF

La programmazione predisposta prevede la suddivisione dell’anno scolastico in trimestri e per ogni disciplina una suddivisione in due o tre moduli per trimestre.

L’anno scolastico inizia, per ogni disciplina, col modulo zero che č di recupero per gli allievi che hanno debiti formativi e di riflessione ed approfondimento per gli altri.

Ogni modulo č costituito da una o pių unitā didattiche ed č definito da:

obiettivi:           sapere e saper fare;

contenuti:        ciō che si deve studiare per raggiungere gli obiettivi;

strumenti:         quello che serve: libri, laboratori, visite guidate ecc.;

valutazione:    come il lavoro fatto viene valutato.

 

Per ogni disciplina la sequenza dei moduli č la seguente:

 

 

 

 

 


Ogni modulo termina con prove di verifica.

Le verifiche previste sono di tipo diverso a seconda del modulo e della disciplina: accanto alle prove “classiche” (elaborati scritti ed interrogazioni) č previsto l’uso di test oggettivi del tipo vero/falso, di questionari a scelta multipla, di test a completamento e/o associazione, nonché, durante lo sviluppo del modulo, prove di tipo formativo (senza voto) perché gli allievi possano testare la propria preparazione e adeguarla agli standard previsti dagli obiettivi, in vista della verifica conclusiva di tipo sommativo.

La valutazione trimestrale č funzione della valutazione dei moduli relativi al  trimestre.

Fondamentale č la funzione del modulo di  recupero ed approfondimento che segue la fase di verifica di ogni modulo ordinario.

A questa struttura organizzativa della attivitā di recupero si č giunti dopo avere sperimentato procedimenti diversi, tutti approdati a  risultati non soddisfacenti perché tutti centrati su di una attivitā di recupero destinata agli allievi meno bravi mentre il resto della classe procedeva  nella normale attivitā. Modalitā di recupero che possono dare risultati solo nel caso in cui la carenza sia dovuta ad una insufficiente applicazione nello studio ma certamente inutili, se non dannosi, nel caso di allievi che necessitano di un maggior tempo di riflessione o di un aiuto pių dettagliato nell’organizzazione del lavoro.

Il modulo di recupero ed approfondimento si pone due ambiziosi obiettivi:

a) integrazione ottimale nella classe degli allievi che hanno  necessitā di recuperare carenze;

b) stimolazione degli interessi degli allievi “bravi”.

I due obiettivi sono quasi complementari: il raggiungimento di maggiori livelli di approfondimento da parte dei pių bravi deve costituire, per i meno bravi, occasione di stimolo allo studio. Risulta peculiare, in tale fase, il lavoro di gruppo e di laboratorio gestito dall’insegnante con la collaborazione di allievi (bravi e meno bravi). 

Gli allievi pių bravi, impegnati nell’uso di nuovi strumenti o rivedendo le procedure giā studiate (utilizzando anche mappe concettuali pių articolate o dedicandosi alla ricerca del modo migliore per descrivere  quanto studiato affrontando i problemi connessi alla comunicazione), nell’ambito del lavoro di gruppo,

consentiranno agli allievi meno bravi di raggiungere almeno il primo livello di approfondimento (descrittivo), a volte il secondo (funzionale), nei casi pių fortunati il terzo (analitico).

I gruppi di allievi costituiti nell’ambito della classe, oltre al normale orario antimeridiano possono essere impegnati anche in orario pomeridiano.

 

Criteri e strumenti di valutazione

La valutazione č formativa e tende all’ottenimento dell’ autovalutazione. La valutazione, in generale, per ogni disciplina, a fine modulo, terrā conto:

per quanto riguarda il percorso di apprendimento dell’alunno, della frequenza, dell’impegno, dell’interesse e della partecipazione dimostrati;

per quanto riguarda il criterio di relativitā della classe, dell’interazione e del livello medio di conoscenze, competenze e capacitā della classe stessa;

per quanto riguarda il riferimento ad un criterio assoluto, del possesso dei prerequisiti e del raggiungimento degli obiettivi programmati quanto a conoscenze, competenze e capacitā.

 

Gli strumenti utilizzati per l’ accertamento di conoscenze, competenze e capacitā saranno prove tradizionali, prove strutturate a risposta chiusa ed aperta, prove pluridisciplinari, interrogazioni formali ed interrogazioni dialogate, lavori svolti a casa.

 

programmazione modulare a. s.  03/04

Premessa

Perché la programmazione modulare:

a)

Consente di fare  scelte al fine di non sprecare la risorsa  tempo.

In pratica:

questioni fondamentali trattate da un solo insegnamento ed utilizzabili da altri e che consentono di definire, come risultato, conoscenze e competenze,

ossia :

programmazione per obiettivi.

b)

Consente l’ottimizzazione delle interazioni in un sistema complesso e di porre l’organizzazione quale momento fondamentale dello studio: l’allievo acquisisce dall’insegnante un metodo per lavorare (studiare).

 

Consente quindi la definizione del:

tempo(*) per spiegare (trasferimento diretto ed immediato delle conoscenze)

tempo per discutere

tempo per il lavoro di gruppo

tempo per il lavoro personale

tempo per la verifica del lavoro personale

tempo della valutazione del sistema classe

tempo per il recupero

tempo per gli approfondimenti

ecc.

                  (*) inteso come momento per…

           

c)

considerata la natura interdisciplinare del modulo, nessun modulo, inserito in un contesto ben progettato, puō essere soppresso, pena il crollo dell’intero sistema.

 

Alcune indicazioni per la progettazione modulare

Il tutto deve essere in sintonia con quanto specificato nelle “istruzioni per i docenti”, ed. settembre 2003 e nel progetto educativo dell’Istituto.

 

il lavoro di gruppo:

fase organizzativa generale (collegio);

fase multidisciplinare di pianificazione (consigli triennio, biennio);

fase interdisciplinare (consigli di classe);

fase conclusiva (collegio).                                            

 

Il punto di partenza di ogni modulo:

-           deve essere individuato con precisione;

-           per il modulo zero va ricercato,

-           per i  moduli intermedi č l’insieme degli obiettivi (raggiunti) dei moduli precedenti ad esso afferenti.

 

Gli obiettivi :  

devono essere raggiungibili (collegamento con i criteri di valutazione, valutazione relativa ed assoluta);

 

 

I criteri di valutazione : 

-           deve essere specificato,  con semplicitā, ciō che l’allievo, a fine modulo, saprā e cosa saprā fare  (conoscenze e competenze / sapere e sapere fare),                  

in quali contesti e come l’allievo dovrā e potrā operare (capacitā / atteggiamento)

dovrā essere specificato il meccanismo della valutazione: i criteri definiti dovrebbero consentire allo stesso allievo di darsi un voto in funzione della prestazione.

-           deve essere perseguito il raggiungimento  del risultato condiviso, o almeno accettato.

 

Patto formativo:

-           la programmazione, disciplina per disciplina, deve essere fatta propria dagli allievi.

-           Questi devono sapere, in modo chiaro, da dove si parte e dove si vuole arrivare, cosa diamo noi e cosa si chiede loro, quali criteri di valutazione saranno adottati (patto formativo).

Modulo di recupero / modulo di approfondimento:

il modulo di recupero, da progettare dopo avere verificato la raggiungibilitā degli obiettivi, deve avere come finalitā la scuola del “successo”;

il modulo di approfondimento deve avere come finalitā l’accrescimento delle qualitā dei migliori.      

Verifica dell’attivitā

si darā particolare rilevanza a:

coerenza della attivita’ in atto con la programmazione  predisposta:

temporale                                                 

nei contenuti                                                       

nella forma

conoscenza da parte degli allievi dei punti fondamentali

    della programmazione:         

 a)       contenuti (cosa si dovrā fare)                                                

 b)       obiettivi  (cosa si dovrā sapere e cosa si dovrā saper fare, schematizzazione di procedimenti)

 c)         verifiche (criteri di valutazione)

 

Organizzazione della lezione  (vedi istruzioni per il docente):

a)        presenza di retroazioni                          

b)        valutazione                                               

lavoro di gruppo

uso di sussidi didattici e tecn. informatiche;

uso del libro di testo;                                          

uso del “quaderno”  da parte dell’allievo; 

 gestione del sistema classe.                            

in relazione al lavoro di gruppo, alle interrogazioni dialogate, agli atteggiamenti degli allievi, all’azione educativa generale.

ALTRI ELEMENTI DI RIFERIMENTO ESTRATTO LEGGE 28 marzo 2003, n.53

 

Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull'istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale.
 
Art. 2.
(Sistema educativo di istruzione e di formazione)
 
1. I decreti di cui all'articolo 1 definiscono il sistema educativo di istruzione e di formazione, con l'osservanza dei seguenti principi e criteri direttivi:
a) e' promosso l'apprendimento in tutto l'arco della vita e sono assicurate a tutti pari opportunitā di raggiungere elevati livelli culturali e di sviluppare le capacitā e le competenze, attraverso conoscenze e abilitā, generali e specifiche, coerenti con le attitudini e le scelte personali, adeguate all'inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro, anche con riguardo alle dimensioni locali, nazionale ed europea;
b) sono promossi il conseguimento di una formazione spirituale e morale, anche ispirata ai principi della Costituzione, e lo sviluppo della coscienza storica e di appartenenza alla comunitā locale, alla comunitā nazionale ed alla civiltā europea;
c) e' assicurato a tutti il diritto all'istruzione e alla formazione per almeno dodici anni o, comunque, sino al conseguimento di una qualifica entro il diciottesimo anno di etā; l'attuazione di tale diritto si realizza nel sistema di istruzione e in quello di istruzione e formazione professionale, secondo livelli essenziali di prestazione definiti su base nazionale a norma dell'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione e mediante regolamenti emanati ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e garantendo, attraverso adeguati interventi, l'integrazione delle persone in situazione di handicap a norma della legge 5 febbraio 1992, n. 104. La fruizione dell'offerta di istruzione e formazione costituisce un dovere legislativamente sanzionato; nei termini anzidetti di diritto all'istruzione e formazione e di correlativo dovere viene ridefinito ed ampliato l'obbligo scolastico di cui all'articolo 34 della Costituzione, nonche' l'obbligo formativo introdotto dall'articolo 68 della legge 17 maggio 1999, n. 144, e successive modificazioni. L'attuazione graduale del diritto-dovere predetto e' rimessa ai decreti legislativi di cui all'articolo 1, commi 1 e 2, della presente legge correlativamente agli interventi finanziari previsti a tale fine dal piano programmatico di cui all'articolo 1, comma 3, adottato previa intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e coerentemente con i finanziamenti disposti a norma dell'articolo 7, comma 6, della presente legge;
d) il sistema educativo di istruzione e di formazione si articola nella scuola dell'infanzia, in un primo ciclo che comprende la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado, e in un secondo ciclo che comprende il sistema dei licei ed il sistema dell'istruzione e della formazione professionale;
e) la scuola dell'infanzia, di durata triennale, concorre all'educazione e allo sviluppo affettivo, psicomotorio, cognitivo, morale, religioso e sociale delle bambine e dei bambini promuovendone le potenzialitā di relazione, autonomia, creativitā, apprendimento, e ad assicurare un'effettiva eguaglianza delle opportunitā educative; nel rispetto della primaria responsabilitā educativa dei genitori, essa contribuisce alla formazione integrale delle bambine e dei bambini e, nella sua autonomia e unitarietā didattica e pedagogica, realizza la continuitā educativa con il complesso dei servizi all'infanzia e con la scuola primaria. E' assicurata la generalizzazione dell'offerta formativa e la possibilitā di frequenza della scuola dell'infanzia; alla scuola dell'infanzia possono essere iscritti secondo criteri di gradualitā e in forma di sperimentazione le bambine e i bambini che compiono i 3 anni di etā entro il 30 aprile dell'anno scolastico di riferimento, anche in rapporto all'introduzione di nuove professionalitā e modalitā organizzative;
f) il primo ciclo di istruzione e' costituito dalla scuola primaria, della durata di cinque anni, e dalla scuola secondaria di primo grado della durata di tre anni. Ferma restando la specificitā di ciascuna di esse, la scuola primaria e' articolata in un primo anno, teso al raggiungimento delle strumentalitā di base, e in due periodi didattici biennali; la scuola secondaria di primo grado si articola in un biennio e in un terzo anno che completa prioritariamente il percorso disciplinare ed assicura l'orientamento ed il raccordo con il secondo ciclo; nel primo ciclo e' assicurato altresi' il raccordo con la scuola dell'infanzia e con il secondo ciclo; e' previsto che alla scuola primaria si iscrivano le bambine e i bambini che compiono i sei anni di etā entro il 31 agosto; possono iscriversi anche le bambine e i bambini che li compiono entro il 30 aprile dell'anno scolastico di riferimento; la scuola primaria promuove, nel rispetto delle diversitā individuali, lo sviluppo della personalitā, ed ha il fine di far acquisire e sviluppare le conoscenze e le abilitā di base fino alle prime sistemazioni logico-critiche, di far apprendere i mezzi espressivi, ivi inclusa l'alfabetizzazione in almeno una lingua dell'Unione europea oltre alla lingua italiana, di porre le basi per l'utilizzazione di metodologie scientifiche nello studio del mondo naturale, dei suoi fenomeni e delle sue leggi, di valorizzare le capacitā relazionali e di orientamento nello spazio e nel tempo, di educare ai principi fondamentali della convivenza civile; la scuola secondaria di primo grado, attraverso le discipline di studio, e' finalizzata alla crescita delle capacitā autonome di studio ed al rafforzamento delle attitudini alla interazione sociale; organizza ed accresce, anche attraverso l'alfabetizzazione e l'approfondimento nelle tecnologie informatiche, le conoscenze e le abilitā, anche in relazione alla tradizione culturale e alla evoluzione sociale, culturale e scientifica della realtā contemporanea; e' caratterizzata dalla diversificazione didattica e metodologica in relazione allo sviluppo della personalitā dell'allievo; cura la dimensione sistematica delle discipline; sviluppa progressivamente le competenze e le capacitā di scelta corrispondenti alle attitudini e vocazioni degli allievi; fornisce strumenti adeguati alla prosecuzione delle attivitā di istruzione e di formazione; introduce lo studio di una seconda lingua dell'Unione europea; aiuta ad orientarsi per la successiva scelta di istruzione e formazione; il primo ciclo di istruzione si conclude con un esame di Stato, il cui superamento costituisce titolo di accesso al sistema dei licei e al sistema dell'istruzione e della formazione professionale;
g) il secondo ciclo, finalizzato alla crescita educativa, culturale e professionale dei giovani attraverso il sapere, il fare e l'agire, e la riflessione critica su di essi, e' finalizzato a sviluppare l'autonoma capacitā di giudizio e l'esercizio della responsabilitā personale e sociale; in tale ambito, viene anche curato lo sviluppo delle conoscenze relative all'uso delle nuove tecnologie; il secondo ciclo e' costituito dal sistema dei licei e dal sistema dell'istruzione e della formazione professionale; dal compimento del quindicesimo anno di etā i diplomi e le qualifiche si possono conseguire in alternanza scuola-lavoro o attraverso l'apprendistato; il sistema dei licei comprende i licei artistico, classico, economico, linguistico, musicale e coreutico, scientifico, tecnologico, delle scienze umane; i licei artistico, economico e tecnologico si articolano in indirizzi per corrispondere ai diversi fabbisogni formativi; i licei hanno durata quinquennale; l'attivitā didattica si sviluppa in due periodi biennali e in un quinto anno che prioritariamente completa il percorso disciplinare e prevede altresi' l'approfondimento delle conoscenze e delle abilitā caratterizzanti il profilo educativo, culturale e professionale del corso di studi; i licei si concludono con un esame di Stato il cui superamento rappresenta titolo necessario per l'accesso all'universitā e all'alta formazione artistica, musicale e coreutica; l'ammissione al quinto anno dā accesso all'istruzione e formazione tecnica superiore;
h) ferma restando la competenza regionale in materia di formazione e istruzione professionale, i percorsi del sistema dell'istruzione e della formazione professionale realizzano profili educativi, culturali e professionali, ai quali conseguono titoli e qualifiche professionali di differente livello, valevoli su tutto il territorio nazionale se rispondenti ai livelli essenziali di prestazione di cui alla lettera c); le modalitā di accertamento di tale rispondenza, anche ai fini della spendibilitā dei predetti titoli e qualifiche nell'Unione europea, sono definite con il regolamento di cui all'articolo 7, comma 1, lettera c); i titoli e le qualifiche costituiscono condizione per l'accesso all'istruzione e formazione tecnica superiore, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 69 della legge 17 maggio 1999, n. 144; i titoli e le qualifiche conseguiti al termine dei percorsi del sistema dell'istruzione e della formazione professionale di durata almeno quadriennale consentono di sostenere l'esame di Stato, utile anche ai fini degli accessi all'universitā e all'alta formazione artistica, musicale e coreutica, previa frequenza di apposito corso annuale, realizzato d'intesa con le universitā e con l'alta formazione artistica, musicale e coreutica, e ferma restando la possibilitā di sostenere, come privatista, l'esame di Stato anche senza tale frequenza;
i) e' assicurata e assistita la possibilitā di cambiare indirizzo all'interno del sistema dei licei, nonche' di passare dal sistema dei licei al sistema dell'istruzione e della formazione professionale, e viceversa, mediante apposite iniziative didattiche, finalizzate all'acquisizione di una preparazione adeguata alla nuova scelta; la frequenza positiva di qualsiasi segmento del secondo ciclo comporta l'acquisizione di crediti certificati che possono essere fatti valere, anche ai fini della ripresa degli studi eventualmente interrotti, nei passaggi tra i diversi percorsi di cui alle lettere g) e h); nel secondo ciclo, esercitazioni pratiche, esperienze formative e stage realizzati in Italia o all'estero anche con periodi di inserimento nelle realtā culturali, sociali, produttive, professionali e dei servizi, sono riconosciuti con specifiche certificazioni di competenza rilasciate dalle istituzioni scolastiche e formative; i licei e le istituzioni formative del sistema dell'istruzione e della formazione professionale, d'intesa rispettivamente con le universitā, con le istituzioni dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica e con il sistema dell'istruzione e formazione tecnica superiore, stabiliscono, con riferimento all'ultimo anno del percorso di studi, specifiche modalitā per l'approfondimento delle conoscenze e delle abilitā richieste per l'accesso ai corsi di studio universitari, dell'alta formazione, ed ai percorsi dell'istruzione e formazione tecnica superiore;
l) i piani di studio personalizzati, nel rispetto dell'autonomia delle istituzioni scolastiche, contengono un nucleo fondamentale, omogeneo su base nazionale, che rispecchia la cultura, le tradizioni e l'identitā nazionale, e prevedono una quota, riservata alle regioni, relativa agli aspetti di interesse specifico delle stesse, anche collegata con le realtā locali.
Art. 3.
(Valutazione degli apprendimenti e della qualitā del sistema educativo di istruzione e di formazione)
 
1. Con i decreti di cui all'articolo 1 sono dettate le norme generali sulla valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione e degli apprendimenti degli studenti, con l'osservanza dei seguenti principi e criteri direttivi:
a) la valutazione, periodica e annuale, degli apprendimenti e del comportamento degli studenti del sistema educativo di istruzione e di formazione, e la certificazione delle competenze da essi acquisite, sono affidate ai docenti delle istituzioni di istruzione e formazione frequentate; agli stessi docenti e' affidata la valutazione dei periodi didattici ai fini del passaggio al periodo successivo; il miglioramento dei processi di apprendimento e della relativa valutazione, nonche' la continuitā didattica, sono assicurati anche attraverso una congrua permanenza dei docenti nella sede di titolaritā;
b) ai fini del progressivo miglioramento e dell'armonizzazione della qualitā del sistema di istruzione e di formazione, l'Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione effettua verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze e abilitā degli studenti e sulla qualitā complessiva dell'offerta formativa delle istituzioni scolastiche e formative; in funzione dei predetti compiti vengono rideterminate le funzioni e la struttura del predetto Istituto;

c) l'esame di Stato conclusivo dei cicli di istruzione considera e valuta le competenze acquisite dagli studenti nel corso e al termine del ciclo e si svolge su prove organizzate dalle commissioni d'esame e su prove predisposte e gestite dall'Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione, sulla base degli obiettivi specifici di apprendimento del corso ed in relazione alle discipline di insegnamento dell'ultimo anno.

Art. 4.
(Alternanza scuola-lavoro)
 
1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196, al fine di assicurare agli studenti che hanno compiuto il quindicesimo anno di etā la possibilitā di realizzare i corsi del secondo ciclo in alternanza scuola-lavoro, come modalitā di realizzazione del percorso formativo progettata, attuata e valutata dall'istituzione scolastica e formativa in collaborazione con le imprese, con le rispettive associazioni di rappresentanza e con le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, che assicuri ai giovani, oltre alla conoscenza di base, l'acquisizione di competenze spendibili nel mercato del lavoro, il Governo e' delegato ad adottare, entro il termine di ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge e ai sensi dell'articolo 1, commi 2 e 3, della legge stessa, un apposito decreto legislativo su proposta del Ministro dell'istruzione, dell'universitā e della ricerca, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro delle attivitā produttive, d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sentite le associazioni maggiormente rappresentative dei datori di lavoro, nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:
a) svolgere l'intera formazione dai 15 ai 18 anni, attraverso l'alternanza di periodi di studio e di lavoro, sotto la responsabilitā dell'istituzione scolastica o formativa, sulla base di convenzioni con imprese o con le rispettive associazioni di rappresentanza o con le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, o con enti pubblici e privati ivi inclusi quelli del terzo settore, disponibili ad accogliere gli studenti per periodi di tirocinio che non costituiscono rapporto individuale di lavoro. Le istituzioni scolastiche, nell'ambito dell'alternanza scuola-lavoro, possono collegarsi con il sistema dell'istruzione e della formazione professionale ed assicurare, a domanda degli interessati e d'intesa con le regioni, la frequenza negli istituti d'istruzione e formazione professionale di corsi integrati che prevedano piani di studio progettati d'intesa fra i due sistemi, coerenti con il corso di studi e realizzati con il concorso degli operatori di ambedue i sistemi;
b) fornire indicazioni generali per il reperimento e l'assegnazione delle risorse finanziarie necessarie alla realizzazione dei percorsi di alternanza, ivi compresi gli incentivi per le imprese, la valorizzazione delle imprese come luogo formativo e l'assistenza tutoriale;
c) indicare le modalitā di certificazione dell'esito positivo del tirocinio e di valutazione dei crediti formativi acquisiti dallo studente.

2. I compiti svolti dal docente incaricato dei rapporti con le imprese e del monitoraggio degli allievi che si avvalgono dell'alternanza scuola-lavoro sono riconosciuti nel quadro della valorizzazione della professionalitā del personale docente.

Obiettivi didattici specifici
Approfondire i concetti della programmazione basso livello
Conoscere in modo approfondito una CPU ed i principi e strumenti per testare le prestazioni di un calcolatore;
Conoscere i pių diffusi bus e avere un’informazione su funzioni e compatiblitā di alcune schede di espansione e d’interfaccia;
Valutare comparativamente le architetture di diversi sistemi di elaborazione a livello di CPU e di BUS.
Conoscere in modo approfondito i concetti di base circa evoluzione e struttura di sistemi operativi.
Libro di testo
F. Manicone, R. Mazzetti, Sistemi 2 sperimentazione Abacus, Tramontana, Milano
 
Percorso didattico
0.      Modulo di recupero (Ripresa argomenti di base)
1.      Struttura Hardware e software del microprocessore Z80
2.      Struttura Hardware e software del microprocessore 8086 ed evoluzione dal 8086 all’Itanium
3.      Gestione di un sistema: tecniche di colloquio
4.      Sistemi operativi: fondamenti e principi di programmazione concorrente
5.      Gestione della memoria
6.      Gestione del processore, gestione dei dispositivi e delle informazioni
 

 

Programmazione temporale di massima

DATA

GIORNO
DELLA SETTIMANA

ORE
MEDIE

TRIMESTRE

 

 

 

15 settembre 2005

giovedė

1

I TRIM

MOD 0

 

 

16 settembre 2005

venerdė

1

I TRIM

MOD 0

ORE TOTALI

174

17 settembre 2005

sabato

1

I TRIM

MOD 0

I TRIM

60

18 settembre 2005

domenica

 

I TRIM

MOD 0

II TRIM

49

19 settembre 2005

lunedė

 

I TRIM

MOD 0

III TRIM

65

20 settembre 2005

martedė

1

I TRIM

MOD 0

MOD 0

8

21 settembre 2005

mercoledė

1

I TRIM

MOD 0

MOD 1

26

22 settembre 2005

giovedė

1

I TRIM

MOD 0

MOD 2

26

23 settembre 2005

venerdė

1

I TRIM

MOD 0

MOD 3

29

24 settembre 2005

sabato

1

I TRIM

MOD 0

MOD 4

20

25 settembre 2005

domenica

 

I TRIM

MOD 0

MOD 5

39

26 settembre 2005

lunedė

 

I TRIM

MOD 0

MOD 6

26

27 settembre 2005

martedė

1

I TRIM

MOD 1

 

 

28 settembre 2005

mercoledė

1

I TRIM

MOD 1

 

 

29 settembre 2005

giovedė

FESTA

I TRIM

MOD 1

 

 

30 settembre 2005

venerdė

1

I TRIM

MOD 1

 

 

1 ottobre 2005

sabato

1

I TRIM

MOD 1

 

 

2 ottobre 2005

domenica

 

I TRIM

MOD 1

 

 

3 ottobre 2005

lunedė

 

I TRIM

MOD 1

 

 

4 ottobre 2005

martedė

1

I TRIM

MOD 1

 

 

5 ottobre 2005

mercoledė

1

I TRIM

MOD 1

 

 

6 ottobre 2005

giovedė

1

I TRIM

MOD 1

 

 

7 ottobre 2005

venerdė

1

I TRIM

MOD 1

 

 

8 ottobre 2005

sabato

1

I TRIM

MOD 1

 

 

9 ottobre 2005

domenica

 

I TRIM

MOD 1

 

 

10 ottobre 2005

lunedė

 

I TRIM

MOD 1

 

 

11 ottobre 2005

martedė

1

I TRIM

MOD 1

 

 

12 ottobre 2005

mercoledė

1

I TRIM

MOD 1

 

 

13 ottobre 2005

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17 ottobre 2005

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18 ottobre 2005

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19 ottobre 2005

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20 ottobre 2005

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21 ottobre 2005

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24 ottobre 2005

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1 novembre 2005

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2 novembre 2005

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3 novembre 2005

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1 dicembre 2005

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2 dicembre 2005

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5 dicembre 2005

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6 dicembre 2005

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7 dicembre 2005

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8 dicembre 2005

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9 dicembre 2005

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11 dicembre 2005

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12 dicembre 2005

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II TRIM

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13 dicembre 2005

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14 dicembre 2005

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15 dicembre 2005

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19 dicembre 2005

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23 dicembre 2005

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26 dicembre 2005

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28 dicembre 2005

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30 dicembre 2005

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31 dicembre 2005

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1 gennaio 2006

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2 gennaio 2006

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3 gennaio 2006

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4 gennaio 2006

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5 gennaio 2006

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6 gennaio 2006

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7 gennaio 2006

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9 gennaio 2006

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23 gennaio 2006

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27 gennaio 2006

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30 gennaio 2006

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31 gennaio 2006

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1 febbraio 2006

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2 febbraio 2006

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3 febbraio 2006

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4 febbraio 2006

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5 febbraio 2006

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6 febbraio 2006

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7 febbraio 2006

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8 febbraio 2006

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9 febbraio 2006

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10 febbraio 2006

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11 febbraio 2006

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13 febbraio 2006

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14 febbraio 2006

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15 febbraio 2006

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16 febbraio 2006

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17 febbraio 2006

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19 febbraio 2006

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20 febbraio 2006

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21 febbraio 2006

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22 febbraio 2006

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23 febbraio 2006

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24 febbraio 2006

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25 febbraio 2006

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27 febbraio 2006

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28 febbraio 2006

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1 marzo 2006

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2 marzo 2006

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3 marzo 2006

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4 marzo 2006

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5 marzo 2006

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6 marzo 2006

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7 marzo 2006

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8 marzo 2006

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9 marzo 2006

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10 marzo 2006

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11 marzo 2006

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13 marzo 2006

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14 marzo 2006

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15 marzo 2006

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16 marzo 2006

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17 marzo 2006

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18 marzo 2006

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19 marzo 2006

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20 marzo 2006

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21 marzo 2006

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22 marzo 2006

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23 marzo 2006

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24 marzo 2006

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25 marzo 2006

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26 marzo 2006

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III TRIM

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27 marzo 2006

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28 marzo 2006

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29 marzo 2006

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30 marzo 2006

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31 marzo 2006

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1 aprile 2006

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2 aprile 2006

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III TRIM

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3 aprile 2006

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4 aprile 2006

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5 aprile 2006

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6 aprile 2006

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7 aprile 2006

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8 aprile 2006

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9 aprile 2006

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10 aprile 2006

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11 aprile 2006

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12 aprile 2006

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13 aprile 2006

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14 aprile 2006

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15 aprile 2006

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16 aprile 2006

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17 aprile 2006

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III TRIM

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18 aprile 2006

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19 aprile 2006

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20 aprile 2006

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21 aprile 2006

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22 aprile 2006

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23 aprile 2006

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III TRIM

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24 aprile 2006

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25 aprile 2006

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26 aprile 2006

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27 aprile 2006

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28 aprile 2006

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29 aprile 2006

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30 aprile 2006

domenica

 

III TRIM

MOD 5

 

 

1 maggio 2006

lunedė

FESTA

III TRIM

MOD 5

 

 

2 maggio 2006

martedė

1

III TRIM

MOD 5

 

 

3 maggio 2006

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1

III TRIM

MOD 5

 

 

4 maggio 2006

giovedė

1

III TRIM

MOD 5

 

 

5 maggio 2006

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1

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MOD 5

 

 

6 maggio 2006

sabato

1

III TRIM

MOD 5

 

 

7 maggio 2006

domenica

 

III TRIM

MOD 5

 

 

8 maggio 2006

lunedė

 

III TRIM

MOD 5

 

 

9 maggio 2006

martedė

1

III TRIM

MOD 5

 

 

10 maggio 2006

mercoledė

1

III TRIM

MOD 6

 

 

11 maggio 2006

giovedė

1

III TRIM

MOD 6

 

 

12 maggio 2006

venerdė

1

III TRIM

MOD 6

 

 

13 maggio 2006

sabato

1

III TRIM

MOD 6

 

 

14 maggio 2006

domenica

 

III TRIM

MOD 6

 

 

15 maggio 2006

lunedė

 

III TRIM

MOD 6

 

 

16 maggio 2006

martedė

1

III TRIM

MOD 6

 

 

17 maggio 2006

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1

III TRIM

MOD 6

 

 

18 maggio 2006

giovedė

1

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MOD 6

 

 

19 maggio 2006

venerdė

1

III TRIM

MOD 6

 

 

20 maggio 2006

sabato

1

III TRIM

MOD 6

 

 

21 maggio 2006

domenica

 

III TRIM

MOD 6

 

 

22 maggio 2006

lunedė

 

III TRIM

MOD 6

 

 

23 maggio 2006

martedė

1

III TRIM

MOD 6

 

 

24 maggio 2006

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1

III TRIM

MOD 6

 

 

25 maggio 2006

giovedė

1

III TRIM

MOD 6

 

 

26 maggio 2006

venerdė

1

III TRIM

MOD 6

 

 

27 maggio 2006

sabato

1

III TRIM

MOD 6

 

 

28 maggio 2006

domenica

 

III TRIM

MOD 6

 

 

29 maggio 2006

lunedė

 

III TRIM

MOD 6

 

 

30 maggio 2006

martedė

1

III TRIM

MOD 6

 

 

31 maggio 2006

mercoledė

1

III TRIM

MOD 6

 

 

1 giugno 2006

giovedė

FESTA

III TRIM

MOD 6

 

 

2 giugno 2006

venerdė

1

III TRIM

MOD 6

 

 

3 giugno 2006

sabato

1

III TRIM

MOD 6

 

 

4 giugno 2006

domenica

 

III TRIM

MOD 6

 

 

5 giugno 2006

lunedė

 

III TRIM

MOD 6

 

 

6 giugno 2006

martedė

1

III TRIM

MOD 6

 

 

7 giugno 2006

mercoledė

1

III TRIM

MOD 6

 

 

8 giugno 2006

giovedė

1

III TRIM

MOD 6

 

 

9 giugno 2006

venerdė

1

III TRIM

MOD 6

 

 

10 giugno 2006

sabato

1

III TRIM

MOD 6

 

 

11 giugno 2006

domenica

 

III TRIM

MOD 6

 

 

12 giugno 2006

lunedė

 

III TRIM

MOD 6

 

 

13 giugno 2006

martedė

1

III TRIM

MOD 6

 

 

14 giugno 2006

mercoledė

1

III TRIM

MOD 6

 

 

15 giugno 2006

giovedė

1

III TRIM

MOD 6

 

 

 
 

Criteri e metodi di valutazione

Le prove di verifica utilizzate per ogni modulo saranno della seguente tipologia

*   verifiche orali in cui l’allievo dovrā esporre concetti teorici o eseguire alla lavagna esercizi di tipo numerico e/o progettuale

*   verifiche in laboratorio in cui gli allievi, in generale suddivisi per gruppi dovranno produrre un prototipo di progetto elettronico o eseguire esercizi di programmazione con ausilio del computer

*   verifiche scritte in cui gli allievi dovranno esporre concetti teorici o eseguire esercizi di tipo numerico e/o progettuale

*   verifiche scritte con test a risposta multipla

 La valutazione dei primi tre tipi di prove avverrā mediante la seguente griglia di valutazione


Prova nulla

1~2

Totale mancanza di elementi significativi per la valutazione

Molto negativo

3

L'allievo mostra conoscenze e competenze molto limitate e non le sa usare in maniera integrata e adeguata. Non riesce a far interagire i suoi saperi pregressi con le nuove conoscenze.

Gravemente insufficiente

4

L'allievo svolge le attivitā di apprendimento in maniera frazionata, mostrando di possedere conoscenze frammentarie e superficiali e di saper fare in modo impreciso e approssimato. Ha una forte difficoltā di organizzazione dei dati e non usa i linguaggi specifici.

Insufficiente

5

L'allievo č impreciso rispetto a quanto sa e sa fare, necessita di sollecitazioni e di indicazioni dell'insegnante per perseguire l'obiettivo di apprendimento, non č capace di ricostruire l'intero percorso seguito, ma solo parte di esso. Comunica i risultati dell'apprendimento con limitata puntualitā e poca proprietā lessicale.

Sufficiente

6

L'allievo possiede conoscenze e competenze indispensabili a raggiungere l'obiettivo. Si muove solo in contesti noti, ovvero riproduce situazioni che giā conosce, necessita di indicazioni per affrontare situazioni parzialmente variate. Comunica i risultati dell'apprendimento in modo semplice, con un linguaggio corretto e comprensibile.

Discreto

7

L'allievo si mostra competente e sa utilizzare le proprie conoscenze in modo adeguato allorché affronta situazioni d'apprendimento simili tra loro o solo parzialmente variate; č capace di spiegare e rivedere il proprio percorso d'apprendimento, comunicandone i risultati con un linguaggio specifico e corretto. Procede con sufficiente autonomia nell'organizzazione dello studio.

Buono/ottimo

8~9

L'allievo dimostra conoscenze, competenze e capacitā grazie alle quali affronta variamente situazioni nuove, procede con autonomia; č capace di spiegare con un linguaggio specifico e appropriato processo e prodotto dell'apprendimento e di prefigurarne l'utilizzazione in altre situazioni formative.

Eccellente

10

L'allievo sa e sa fare, č in grado di spiegare come ha proceduto e perché ha scelto un determinato percorso, perciō verifica e valuta anche il proprio operato. Comunica con proprietā terminologica e sviluppa quanto ha appreso con ulteriori ricerche, rielaborandolo criticamente per raggiungere nuove mete formative.

 

Per quanto riguarda i test a risposta multipla il test si compone di 40 domande suddivise equamente fra 5 discipline diverse. La valutazione dei test avverrā mediante la seguente griglia

Risposte esatte

X 4

Risposte errate

X 0

Risposte non date

X 1

 

Si č deciso di attribuire un punteggio alle risposte non date per scoraggiare la tentazione da parte dell’allievo di rispondere a caso, affidandosi alla sorte. Ne deriva un punteggio massimo possibile di 160 punti.

Tabella di conversione  Punteggi

punti conseguiti nella prova

voto in decimi

Da 1 a 23

1

 Da 24 a 39

2

 Da 40 a 55

3

 Da 56 a 71

4

Da 72 a 87

5

Da 88 a 103

6

Da 104 a 119

7

Da 120 a 135

8

Da 136 a 151

9

Da 152 a 160

10

 

 

Nota: nella tempificazione si parla di lezione frontale ma si prevede un uso limitato della stessa sostituendola, per quanto possibile, con altri strumenti che possano garantire un maggior coinvolgimento degli allievi quali:

*   La lezione dialogata

*   La scoperta guidata

*   La richiesta agli allievi di effettuare lavori autonomi di approfondimento

*   La richiesta agli allievi di tenere momenti di “lezione” di ricapitolazione ai colleghi

 


 
Modulo
4
S
I
0
 
 
Titolo
Modulo di recupero (Ripresa argomenti di base)
 
Tempi
Dal 15 settembre al 26 settembre 2005 (8 ore circa)
 

 

Prerequisiti:

argomenti sviluppati nel corso dell’anno precedente

 

Obiettivi:

Conoscenze:

 

1. sapere identificare i vari tipi di codifica utilizzabili

 

2. conoscere la struttura generale di un elaboratore

 

3. conoscere i dispositivi di memoria

 

4. conoscere il significato di indirzzament e i registri fondamentali

 

Competenze:

 

1. sapere effettuare una codifica numerica ed alfanumerica

 

2. saper effettuare conversioni di base

 

3. descrivere gli elementi e caratteristiche fondamentali di un microprocessore generico

 

Strumenti:

lezione frontale

 

Esercizi numerici e con foglio elettronico

 

Verifiche:

somministrazione di una prova scritta

 

Contenuti:                                                                Riferimenti:

 

1

La codifica delle informazioni

La codifica delle informazioni I parte

http://www.antonioeteresa.net/teoria/La%20trasmissione%20delle%20informazioni.htm

 

 

 

La codifica delle informazioni II parte

http://www.antonioeteresa.net/La%20trasmissione%20delle%20informazioni%20-%20Seconda%20parte.htm

 

 

 

La codifica delle informazioni III parte

http://www.antonioeteresa.net/La%20trasmissione%20delle%20informazioni%20-%20Terza%20parte.htm

 

 

 

La codifica delle informazioni IV parte

http://www.antonioeteresa.net/La%20trasmissione%20delle%20informazioni%20-%20Quarta%20parte.htm

2

 

Codici alfanumerici e formato dei dati

Codici alfanumerici e formati dei dati

http://www.antonioeteresa.net/La%20trasmissione%20delle%20informazioni%20-%20Quinta%20parte.htm

3

 

Schede a microprocessore

http://www.antoniosantoro.com/schede%20a%20microprocessore.htm

 

4

Schede a microprocessore – I bus

http://www.antoniosantoro.com/Schede%20a%20microprocessore%20Seconda%20parte.htm

5

 

Architettura interna di un microprocessore

http://www.antoniosantoro.com/Architettura%20interna%20del%20microprocessore.htm

6

 

Le memorie

http://www.antoniosantoro.com/memorie.htm

7

 

Lo stack e il nesting dei sottoprogrammi

http://www.antoniosantoro.com/stack.htm

 

       Altre risorse di approfondimento                                                               

 

1

La codifica delle informazioni

Storia dei calcolatori elettronici:

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/storia%20dei%20calcolatori%20elettronici.zip

 

 

 

Codifica dell'informazione numerica

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/codifica%20dell'informazione%20numerica.zip

 

 

 

Codifica dell'informazione numerica II

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/Codifica%20dell'informazione%20numerica%20II.zip

 

 

 

Codifica dell'informazione numerica III

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/Codifica%20dell'informazione%20numerica%20III.zip

 

 

Codifica dell'informazione numerica IV parte

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/Codifica%20dell'informazione%20numerica%20IV%20parte.zip

 

 

Conversioni di base. Esempi

http://www.antoniosantoro.com/codbinaria/index.html

Altri esempi di numeri con la virgola in basi diverse

http://www.antonioeteresa.net/NUMERICONVIRGOLA/index.html

  Altri esempi di moltiplicazioni binarie

http://www.antonioeteresa.net/MOLTIPLICA/index.html

Altri esempi di divisioni binarie

http://www.antonioeteresa.net/divisione/index.html

Operazioni in basi diverse dalla decimale. Altri esempi

http://www.antonioeteresa.net/proaddesaottale/index.html

Codice Gray

http://www.antonioeteresa.net/codicegray/index.html

Codice 2421

http://www.antonioeteresa.net/codice2421/index.html

Codice aiken

http://www.antonioeteresa.net/aiken/index.html

Complemento a 9 in bcd

http://www.antonioeteresa.net/complementoa9bcd/index.html

Conversione decimale BCD

http://www.antonioeteresa.net/conversionebcd/index.html

Conversione decimale eccesso 3

http://www.antonioeteresa.net/conversionidecimaleeccesso3/index.html

Somma in bcd

http://www.antonioeteresa.net/sommabcd/index.html

sottrazione bcd

http://www.antonioeteresa.net/sottrazione%20bcd/index.html

 

2

 

Codici alfanumerici e formato dei dati

Codifica dell'informazione non numerica

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/Codfiica%20dell'informazione%20non%20numerica.zip

3

 

Schede a microprocessore

Calcolatori elettronici - Modelli e tecniche di descrizione

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/Calcolatori%20elettronici%20-%20Modelli%20e%20tecniche%20di%20descrizione.zip

 

 

Calcolatori elettronici il livello RTL struttura

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/calcolatori%20elettronci%20il%20klivello%20RTL%20struttura.zip

 

 

I blocchi fondamentali dell'elaboratore

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/i%20blocchi%20fondamentali%20dell'elaboratore.zip

 

 

Le componenti fondamentali dell'elaboratore

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/Le%20componenti%20fondamentali%20dell'elaboratore%20II%20parte.zip

5

 

Architettura interna di un microprocessore

Architettura della CPU

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/architettura%20della%20CPU.zip

 

 

Architettura RTL di una CPU

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/architettura%20RTL%20di%20una%20CPU.zip

6

 

Le memorie

Tecnologia delle memorie

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/tecnologia%20delle%20memorie.zip

 

 

Memoria cache

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/memoria%20cache.zip

 

 

Gerarchie di memoria e principio di localitā

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/gerarchie%20di%20memoria%20e%20principio%20di%20localitā.zip

 

 

 

 

 

 

 

 

Tempificazione analitica Modulo 0

 

Tipo attivitā

Numero

Ore

Totale

verifiche scritte

1

2

2

Test

0

1

0

Verifiche orali
formali

0

0,25

0

Laboratorio

0

2

0

Lezione frontale

3

2

6

Totale

 

 

8

 

 
 

 

 

Modulo
4
S
I
1

 

Titolo:

Struttura Hardware e software del microprocessore Z80

 

durata

Dal 27 settembre al 4 novembre 2005 (26 ore circa)

 

Prerequisiti:

argomenti sviluppati nel modulo precedente

 

Obiettivi:

Conoscenze:

 

1. conoscere la struttura e il funzionamento del microprocessore Z80

 

2. conoscere il set di istruzioni del microprocessore z80

 

3. conoscere i metodi di gestione delle interruzioni dello z80

 

Competenze:

 

 

 

Strumenti:

lezione frontale

 

Esercitazioni di laboratorio mediante emulatore

 

Verifiche:

orale, somministrazione di una prova scritta

 

 

 

       Contenuti:                                                                Riferimenti:

1.

Struttura Hardware dello Z80

Hardware Z80

http://www.antoniosantoro.com/appuntiz80.htm

 

 

Interfacciamento tra Z80 e memorie

http://www.antoniosantoro.com/interfacciamento%20con%20memorie.pdf

 

 

Esercizi di interfacciamento di memorie

http://www.antoniosantoro.com/interfacciamento%20memorie.pdf

2.

Software Z80

Software Z80 Prima parte

http://www.antoniosantoro.com/SOFTWARE%20Z80.htm

 

 

Software Z80 Seconda parte

http://www.antoniosantoro.com/software%202.htm

 

 

Software Z80 Terza parte

http://www.antoniosantoro.com/software%203.htm

 

 

Software Z80 Quarta parte

http://www.antoniosantoro.com/software4.htm

 

 

Software Z80 Quinta parte

http://www.antoniosantoro.com/software5.htm

 

 

Modalitā di indirizzamento

http://www.antoniosantoro.com/La%20modalitā%20di%20indirizzamento.htm

 

 

Le direttive all’assemblatore Z80

http://www.antoniosantoro.com/le%20direttive%20all'assemblatore%20z80.pdf

 

 

Simulazione istruzioni Z80

http://www.antoniosantoro.com/istruzioniz80.htm

1.

Esercizi di programmazione

http://www.antonioeteresa.net/Esercizio1-1.htm

 

 

http://www.antoniosantoro.com/Esercizio%201.htm

 

 

http://www.antoniosantoro.com/Esercizio%201bis.htm

 

 

http://www.antoniosantoro.com/Esercizio%201ter.htm

 

 

http://www.antoniosantoro.com/programmi/index.html

 

 

Lezione video

http://www.antoniosantoro.com/lezionivideo/lezionecompleta1.avi

http://www.iso9000-campania.com/lezionivideo/lezionecompleta2.avi

http://www.iso9000-campania.com/lezionivideo/lezionecompleta3.avi

http://www.iso9000-campania.com/lezionivideo/lezionecompleta4.avi

http://www.iso9000-campania.com/lezionivideo/lezionecompleta5.avi

 

 

       Altre risorse di approfondimento                                                               

 

 

Progetto di una scheda didattica con microprocessore Z80

http://www.antoniosantoro.com/p8.htm

 

 

Progetto di una scheda RAM con modalitā DMA

http://www.antoniosantoro.com/p10.htm

 

 

Progetto di una scheda EPROM

http://www.antoniosantoro.com/p11eprom.htm

 

Tempificazione analitica Modulo 1

 

Tipo attivitā

Numero

ore

Totale

verifiche scritte

1

2

2

Test

1

1

1

Verifiche orali
formali

24

0,25

6

Laboratorio

3,5

2

7

Lezione frontale

5

2

10

 

 

 

 

Totale

 

 

26

 
 

MODULO

4SI2

durata

Dal 5 novembre al 10 dicembre 2005 (26 ore circa)

 

Titolo:

Struttura Hardware e software del microprocessore 8086 ed evoluzione dal 8086 all’Itanium

 

Prerequisiti:

Contenuti moduli precedenti

 

Obiettivi:

Conoscenze:

 

1. conoscere la struttura del processore 8086

 

2. conoscere l’evoluzione dei processori Intel dall’8086 all’Itanium

 

3. conoscere la struttura dell’architettura IA-32

 

4. conoscere la struttura dell’architettura IA-64

 

5. conoscere l’assembler 8086

 

6. conoscere il funzionamento di un assemblatore e di un linker

 

7. conoscere le modalitā di indirizzamento dei dati nel segmento dati e nello stack

 

8. conoscere la gestione dello stack

 

Competenze:

 

1. saper usare un programma di debug

 

2.usare un assemblatore ed un linker per creare un programma in assembler

 

3. saper realizzare programmi assembler per effettuare operazioni aritmetiche sui dati

 

4. saper realizzare programmi assembler che utilizzano strutture di controllo condizionali e cicliche

 

5. saper realizzare programmi assembler che utilizzano operazioni di IO

 

6. saper realizzare programmi assembler che utilizzano lo stack

 

7. saper realizzare programmi assembler che utilizzano procedure

 

8. saper realizzare programmi assembler che utilizzano istruzioni di scorrimento, rotazione, gestione di stringhe

 

Strumenti:

lezione frontale,

 

Esercitazioni di laboratorio

 

Verifiche:

verifiche orali

 

Compito scritto

 

Esercizio in laboratorio

 

 

       Contenuti:                                                                Riferimenti:

1.

 

Struttura del processore 8086

Appunti in elaborazione

2.

 

Evoluzione dei processori Intel

Appunti in elaborazione

3.

 

Linguaggi, assemblatore, linker, loader

Appunti in elaborazione

4.

 

Assembler 8086:controllo di flusso

Appunti in elaborazione

5.

 

Assembler 8086:Input/Output

Appunti in elaborazione

6.

Assembler 8086:lo stack

 

Appunti in elaborazione

7.

 

Assembler 8086:istruzioni logiche, scorrimento e rotazione, gestione delle stringhe

Appunti in elaborazione

8.

 

Assembler 8086:le procedure

Appunti in elaborazione

 

 

 

       Altre risorse di approfondimento                                                               

 

 

Architettura del processore 8086 I parte

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/Architettura%20del%20processore%208086%20I%20parte.zip

 

 

architettura del processore 8086 II parte

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/architettura%20del%20processore%208086%20II%20parte.zip

 

 

Architetture x86

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/architetture%20x86.zip

 

 

Architetture x86 accesso alla memoria

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/architetture%20x86%20accesso%20alla%20memoria.zip

 

 

Architettura x86 repertorio istruzioni

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/architettura%20x86%20repertorio%20istruzioni.zip

 

 

http://www.intel.com/products/processor/index.htm?iid=HPAGE+header_products_processors&

 

 

Intel hardware design

http://developer.intel.com/

 

 

 

 

 

Tempificazione analitica Modulo 2 

 

Tipo attivitā

Numero

ore

Totale

verifiche scritte

1

2

2

Test

1

1

1

Verifiche orali
formali

24

0,25

6

Laboratorio

3,5

2

7

Lezione frontale

5

2

10

 

 

 

 

Totale

 

 

26

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Modulo
4
S
I
3
 
 
Titolo
Gestione di un sistema: tecniche di colloquio
 
Prerequisiti
4SI0, 4SI1, 4EN1
 
Obiettivi
L’allievo sarā in grado di descrivere come avviene la comunicazione tra la CPU e i dispositivi, le tecniche di trasferimento dei dati.
L’allievo sarā in grado di rappresentare le interruzioni di diversi processori
 
Unitā didattiche
Tecniche di colloquio
Gestione delle interruzioni nello Z80
Gestione delle interruzioni nell’8086
Gestione delle interruzioni nell’80286
 
Strumenti
Libro di testo
 
Laboratorio
Principali  interrupt in Assembler x86 (istruzioni CALL e RET)
 
 
Verifiche
Dialogate, orali
 
Tempi
11 dicembre 2005 / 6 febbraio 2006 (29 ore circa)
 
 

Tempificazione analitica Modulo 3 

 

Tipo attivitā

Numero

ore

Totale

verifiche scritte

1

2

2

Test

1

1

1

Verifiche orali
formali

24

0,25

6

Laboratorio

4

2

8

Lezione frontale

6

2

12

 

 

 

 

Totale

 

 

29


 
Modulo
4
S
I
4
 
Titolo
Sistemi operativi: fondamenti e principi di programmazione concorrente
 
Prerequisiti
4SI0, 4SI1, 4SI2
 
Obiettivi
L’allievo sarā in grado di: definire la struttura di un sistema operativo; definire i principi della programmazione concorrente
L’allievo conoscerā: struttura di un sistema operativo; processi; risorse; nucleo; stallo.
 
Unitā didattiche
Struttura gerarchica di un sistema operativo
Processi e risorse
Il nucleo
Il problema dello stallo
Il monitor
I cinque filosofi
 
Strumenti
Libro di testo
 
Laboratorio
Programmazione VBA su Ms Excel con esercizi
 
Verifiche
Dialogate, orali
 
Tempi
8 febbraio 8 marzo 2006 (20 ore circa)
 
Altre risorse

 

Introduzione ai Sistemi Operativi

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/Introduzione ai Sistemi Operativi.zip

 

Sistemi Operativi Concetti Introduttivi II parte

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/Sistemi Operativi Concetti Introduttivi II parte.zip

Sistemi Operativi - Concetti introduttivi III parte

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/Sistemi Operativi - Concetti introduttivi III parte.zip

Sistemi Operativi  Concetti introduttivi IV parte

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/sistemi operativiconcetti introduttivi IV parte.zip

Sistemi Operativi-Proprietā dei processi V parte

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/sistemioperativi-proprietādeiprocessiVparte.zip

Sistemi Operativi - Proprietā dei processi IV parte 

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/proprietā dei processi IV parte.zip

Sistemi Operativi - Proprietā dei processi III parte

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/Sistemi Operativi - Proprietā dei processi III parte.zip

Sistemi Operativi - Proprietā dei processi II parte

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/Sistemi Operativi - Proprietā dei processi II parte.zip

 Sistemi Operativi - Proprietā dei processi I parte

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/proprietādeiprocessiIparte.zip

Gestione dei dispositivi di ingresso-uscita – Introduzione

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/Gestione dei dispositivi di ingresso-uscita - Introduzione.zip

Sistemi Operativi- Gestione dei dispositivi di ingresso-uscita 

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/sistemi operativi- gestione dei dispositivi di ingresso-uscita.zip

Gestione dei dispositivi di ingresso-uscita – conclusioni

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/Gestione dei dispositivi di ingresso-uscita - conclusioni.zip

Gestione della memoria – Conclusioni

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/Gestione della memoria - Conclusioni.zip

 
 

Tempificazione analitica Modulo 4 

 

Tipo attivitā

Numero

ore

Totale

verifiche scritte

1

2

2

Test

0

1

0

Verifiche orali
formali

24

0,25

6

Laboratorio

4

2

8

Lezione frontale

2

2

4

 

 

 

 

Totale

 

 

20


 
Modulo
4
S
I
5
 
Titolo
Gestione della memoria
 
Prerequisiti
4SI0, 4SI1, 4SI2, 4SI3
 
Obiettivi
L’allievo sarā in grado di: comprendere come avviene la gestione della memoria mediante un sistema operativo
L’allievo conoscerā: le tecniche di gestione della memoria
L’allievo saprā: descrivere la monoprogrammazione; il partizionamento della memoria; la paginazione
 
Unitā didattiche
La monoprogrammazione
Allocazione partizionata
Partizionamento rilocabile
La paginazione
La memoria virtuale
 
Strumenti
Libro di testo
 
Laboratorio
Principali algoritmi di gestione memoria in  Ms EXCEL
 
Verifiche
Dialogate, orali 
 
Tempi
Dal 9 marzo al 9 maggio 2006 (39 ore circa)
 
Altre risorse

 

Introduzione ai Sistemi Operativi

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/Introduzione ai Sistemi Operativi.zip

 

Sistemi Operativi Concetti Introduttivi II parte

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/Sistemi Operativi Concetti Introduttivi II parte.zip

Sistemi Operativi - Concetti introduttivi III parte

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/Sistemi Operativi - Concetti introduttivi III parte.zip

Sistemi Operativi  Concetti introduttivi IV parte

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/sistemi operativiconcetti introduttivi IV parte.zip

Sistemi Operativi-Proprietā dei processi V parte

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/sistemioperativi-proprietādeiprocessiVparte.zip

Sistemi Operativi - Proprietā dei processi IV parte 

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/proprietā dei processi IV parte.zip

Sistemi Operativi - Proprietā dei processi III parte

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/Sistemi Operativi - Proprietā dei processi III parte.zip

Sistemi Operativi - Proprietā dei processi II parte

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/Sistemi Operativi - Proprietā dei processi II parte.zip

 Sistemi Operativi - Proprietā dei processi I parte

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/proprietādeiprocessiIparte.zip

Gestione dei dispositivi di ingresso-uscita – Introduzione

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/Gestione dei dispositivi di ingresso-uscita - Introduzione.zip

Sistemi Operativi- Gestione dei dispositivi di ingresso-uscita 

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/sistemi operativi- gestione dei dispositivi di ingresso-uscita.zip

Gestione dei dispositivi di ingresso-uscita – conclusioni

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/Gestione dei dispositivi di ingresso-uscita - conclusioni.zip

Gestione della memoria – Conclusioni

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/Gestione della memoria - Conclusioni.zip

 
 

Tempificazione analitica Modulo 5 

 

Tipo attivitā

Numero

ore

Totale

verifiche scritte

1

2

2

Test

1

1

1

Verifiche orali
formali

24

0,25

6

Laboratorio

6

2

12

Lezione frontale

9

2

18

 

 

 

 

Totale

 

 

39


 
Modulo
4
S
I
6
 
 
Titolo
Gestione del processore, Gestione dei dispositivi e delle informazioni
 
Prerequisiti
4SI0, 4SI1, 4SI2, 4SI3, 4SI4
 
Obiettivi
L’allievo sarā in grado di: comprendere come avviene la gestione del processore mediante un sistema operativo
L’allievo conoscerā: le tecniche di gestione del processore
L’allievo saprā: descrivere il gestore dei processi; il job scheduler; il process scheduler.
L’allievo sarā in grado di: comprendere come avviene la gestione dei dispositivi; come avviene la gestione delle informazioni.
L’allievo conoscerā: le tecniche di gestione dei dispositivi; le tecniche di gestione delle informazioni
 
Unitā didattiche
Struttura del gestore
Il job scheduler ed il process scheduler
Cenni sui sistemi multiprocessori
Canali e unitā di controllo
Il controllo del traffico
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Altre risorse

 

Introduzione ai Sistemi Operativi

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/Introduzione ai Sistemi Operativi.zip

 

Sistemi Operativi Concetti Introduttivi II parte

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/Sistemi Operativi Concetti Introduttivi II parte.zip

Sistemi Operativi - Concetti introduttivi III parte

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/Sistemi Operativi - Concetti introduttivi III parte.zip

Sistemi Operativi  Concetti introduttivi IV parte

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/sistemi operativiconcetti introduttivi IV parte.zip

Sistemi Operativi-Proprietā dei processi V parte

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/sistemioperativi-proprietādeiprocessiVparte.zip

Sistemi Operativi - Proprietā dei processi IV parte 

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/proprietā dei processi IV parte.zip

Sistemi Operativi - Proprietā dei processi III parte

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/Sistemi Operativi - Proprietā dei processi III parte.zip

Sistemi Operativi - Proprietā dei processi II parte

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/Sistemi Operativi - Proprietā dei processi II parte.zip

 Sistemi Operativi - Proprietā dei processi I parte

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/proprietādeiprocessiIparte.zip

Gestione dei dispositivi di ingresso-uscita – Introduzione

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/Gestione dei dispositivi di ingresso-uscita - Introduzione.zip

Sistemi Operativi- Gestione dei dispositivi di ingresso-uscita 

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/sistemi operativi- gestione dei dispositivi di ingresso-uscita.zip

Gestione dei dispositivi di ingresso-uscita – conclusioni

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/Gestione dei dispositivi di ingresso-uscita - conclusioni.zip

Gestione della memoria – Conclusioni

http://www.antonioeteresa.net/controlliautomatici/Gestione della memoria - Conclusioni.zip